Regali di Natale: Trenord si porta avanti

Domenica 8 Dicembre entrerà in vigore il nuovo orario invernale di Trenord. Con un comunicato essenziale, l’azienda informa di nuovi tagli delle corse fuori dagli orari pendolari sulle linee S9 ed S11, con l’obiettivo dichiarato di favorire i treni a maggiore utilizzo. Sarà così?

Carnate non riparte

Innanzitutto, con il comunicato di Trenord, arriva la conferma definitiva dello spostamento della linea per Carnate su autobus (ne abbiamo già parlato qui). Un dubbio rimane intorno alla frequenza: secondo gli utenti non sarebbe infatti rispettato il passaggio minimo di un bus all’ora, invece dato come garanzia sulla carta da Trenord. Il nuovo orario sembra essere in linea con questa promessa, non resta che vedere cosa succederà nella pratica.

A questo punto, sembra che ogni speranza di veder ripartire la linea su ferro debba essere rimandata almeno all’anno prossimo e all’annuncio del nuovo orario estivo. Ricordiamo come la situazione rimanga lontana dallo stato ottimale, pur considerando i pullman e l’utilizzo relativamente basso della linea: su strada i tempi di percorrenza vengono allungati in modo significativo esponendo i passeggeri a disagi da non trascurare.

S9 e S11: tagli per il meglio?

Trenord ci gira un po’ intorno, ma la verità nuda e cruda è che le corse di entrambe le linee verranno ridotte. Per quanto riguarda l’S9, linea Saronno-Seregno-Milano-Albairate, la frequenza delle corse sia tra le 9 e le 12 sia dopo le 21 scenderà da un treno ogni mezz’ora ad un treno ogni ora. La frequenza di due treni all’ora sarà mantenuta unicamente nel tratto Milano Greco Pirelli e Albairate. Accade una cosa simile alla linea S11, Chiasso-Como-Milano: i tagli questa volta colpiranno invece le domeniche e i giorni festivi, con passaggio da due a un treno all’ora. 

L’obiettivo dichiarato di Trenord è uno: fare meno ma farlo meglio. La società ha in realtà le mani legate, almeno nel breve periodo: volendo avere l’ovvio obiettivo di migliorare un servizio altamente inaffidabile anche nelle fasce più calde, deve considerare ciò con cui può operare. Con l’orario corrente, i treni a disposizione sono giusto sufficienti a coprire le tratte in programma, senza avere convogli extra di nessun tipo, in particolare se si parla delle motrici: non avendo ricambi, è quindi facile intuire come un guasto ad una vettura possa risultare più lungo da ovviare rispetto ad una situazione dove un altro treno può immediatamente sostituire quello compromesso. La soluzione non può passare da treni nuovi in quanto non ve ne potranno essere prima del 2020, in quanto Trenord ha a lungo esitato sugli investimenti e deve fare i conti con i tempi di realizzazione.

La soluzione adottata è quindi quella di ridurre il numero complessivo di corse al fine di potersi garantire un minimo di margine in cui operare, a tutela delle corse rimaste in orario: questo, a detta loro, dovrebbe aiutare.

Un paio di spunti per concludere

Qui su il Barbarossa abbiamo parlato spesso di occasioni sprecate”. Oggi, ancora una volta, ci troviamo a scrivere con la sensazione che Trenord abbia fatto un passo indietro piuttosto che in avanti. Il progetto, su modello tedesco, di un hinterland connesso al capoluogo via treno ma “a ritmo di metro” sembra destinato ad arenarsi insieme ai mai apportati investimenti sulle infrastrutture. Il numero di utenti del servizio ferroviario è cresciuto drasticamente negli ultimi anni, con un impatto fortemente positivo su viabilità su strada e sull’ambiente: le politiche che lo regolano invece sono ferme, con il rischio di stufare gli utenti ed invertire il trend. 


Photo by Cristian S. on Unsplash

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