I ritardi, secondo Trenord

Parliamo ancora di treni dopo il pezzo sulla Seregno-Bergamo (qui per chi se lo fosse perso). Proprio nelle ultime settimane si è discusso molto di Trenord e dei suoi ritardi. Ma cosa si intende per “ritardo”? E i dati riflettono davvero il disagio dei pendolari?

Tweet che promettono cambiamento

Il 24 aprile i giornali lombardi pubblicavano la notizia dell’approvazione del bilancio aziendale 2017 di Trenord, che si occupa di trasporto ferroviario da e verso Milano ed è posseduta per il 50% dalla holding (posseduta per il 57% dalla Regione) FNM Spa e per il 50% da Trenitalia. Lo stesso giorno, il neo eletto governatore della Lombardia pubblicava sul suo profilo twitter un commento un po’ stizzito: “Io sono molto contento che Trenord abbia i conti in ordine. Sarei più contento se arrivassero in orario i treni.”

Nei giorni successivi  Fontana ha rincarato la dose, manifestando l’intenzione di intervenire per rendere il servizio più efficiente; dopo l’intervista del 25 aprile a Il Giorno, ha scritto su Twitter: “È più importante che i cittadini siano contenti, che non che ci siano dei buoni conti. Situazione molto difficile, bisogna fare qualcosa per migliorare.” Questi interventi sono una novità perché non si era mai vista una presa di posizione così netta da parte di un presidente regionale nei confronti di Trenord, soprattutto se si pensa che l’attuale amministratore delegato Cinzia Farisè è considerata molto vicina al precedessore di Fontana, Roberto Maroni.

Lamentele e report segreti

E’ da molto tempo che le opposizioni in Regione lamentano i disagi dei pendolari soprattutto  brianzoli e chiedono le dimissioni dell’ AD Farisè. Inoltre, il 20 marzo, proprio in un incontro con la Farisè, i sindaci di Lissone e Desio hanno chiesto “di essere ai tavoli dove saranno discusse e individuate le soluzioni” (fonte Il Cittadino). In effetti questi due comuni sono i più colpiti dai ritardi della linea S9 e S11 poiché esse sono le uniche direttrici utilizzabili dai loro cittadini per arrivare al capoluogo.

Forse la causa che ha determinato questa attenzione particolare dell’amministrazione regionale per il servizio di Trenord è stata un’inchiesta della testata online Business Insider Italia, che sostiene di aver avuto tra le mani un report interno all’azienda riguardo a ritardi, soppressioni e buchi di bilancio. Questo documento parlerebbe di perdite consistenti dovute a ritardi e cancellazioni nel 2017 (in questo anno Trenord avrebbe perso 40 milioni di euro) e a gennaio 2018 (-2 milioni). L’azienda ha smentito, ribadendo che i dati corretti sono quelli pubblicati sul sito della Regione Lombardia, anche se sul sito della Regione i dati di gennaio 2018 non ci sono ancora.

trenord 2

Dicesi “ritardo”

Il fatto è che avere dei dati precisi sui ritardi dei treni Trenord, e ancor più su quelli dei singoli percorsi, risulta essere un po’ difficile. Certo, vale comunque la regola che se più del 5% dei convogli di una tratta arriva in ritardo, scatta un bonus sull’abbonamento dei pendolari. Abbiamo guardato il report fornito dalla fonte ufficiale, la Regione. Se prendiamo ad esempio l’ultimo mese consultabile, dicembre 2017, viene indicato che l’85% dei treni Trenord sono arrivati puntuali, senza specificare la tratta.

Però si definiscono puntuali, come riporta in nota il documento, le “corse arrivate a destinazione entro 5 minuti rispetto all’orario previsto“; di conseguenza, sappiamo che il 15% dei treni è arrivato con un ritardo superiore ai 5 minuti. In più non vengono conteggiati  “i ritardi per cause esterne all’azienda (es: forza maggiore, lavori programmati, scioperi…).” Quello stesso mese l’azienda aveva pubblicato sulla sua pagina di avvisi le notizie di uno sciopero datato 17 dicembre, e della possibilità di ritardi e variazioni di percorso per 10 tratte, comprendenti anche la Chiasso Milano (S11) e la Saronno Albairate, a causa di lavori di potenziamento infrastrutturale.

Legittimamente Trenord non indica queste interruzioni come veri ritardi, ma se ne deduce che i dati ufficiali non riflettono il disagio dei pendolari. Soprattutto se si pensa che gli scioperi si dichiarano con una frequenza molto alta e che lavori sulle linee come la S9 e la S11 si protraggono da diversi mesi.

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