Dall’Italia alla Brianza: chi ha più auto?

Spesso ci siamo occupati di trasporti pubblici, oggi la nostra attenzione si posa invece sul mezzo di trasporto preferito dagli italiani: l’auto. Quante sono? In Brianza sono tante? E in Lombardia? Quanto ancora facciamo affidamento su diesel e benzina? Vediamo

Italia da primato

Quando si guarda al numero di auto per persona, il nostro Paese si trova in cima alla graduatoria europea. In Italia infatti, almeno secondo gli ultimi dati disponibili del 2016, ci sono 0.625 auto per abitante, cioè più di tre ogni cinque persone. Ci seguono a debita distanza gli altri grandi paesi con Germania a 0.58, Spagna a 0.49, Francia a 0.48 e Regno Unito a 0.47.

Se guardiamo il grafico qui sopra il trend è chiaro: seppur con una momentanea battuta d’arresto nella seconda parte della crisi economica recente, questo rapporto è cresciuto con costanza e sembra destinato a proseguire nel suo percorso. Forse ha aiutato anche un leggero calo della popolazione, tuttavia uno dei fattori alla base dell’alto numero di auto è un sistema di trasporti pubblici inefficiente, caratteristica di cui il nostro paese può sicuramente fregiarsi.

Uno sguardo alle regioni

Ci spostiamo adesso sulla distribuzione delle auto nella nostra penisola. Come si vede dall’infografica qui sotto non c’è un chiaro pattern rispetto alle diverse aree d’Italia, ossia non sembra esserci una macroregione con un tasso omogeneamente più alto o più basso. Un’osservazione non troppo forte è che il centro Italia sembra essere forse l’unica fascia dove si registra un patter uniforme moderatamente alto, senza contenere tuttavia i dati più alti registrati. Questi corrispondono infatti alle regioni montuose che ricoprono rispettivamente la prima e la seconda posizione.

Guardando alle cifre, la Valle d’Aosta, prima della classe, ha un tasso vicino al doppio della media italiana, con addirittura più auto che abitanti, seguita dal Trentino Alto Adige: è facile capire come in queste zone non ci siano alternative ai propri veicoli in quanto particolarmente impervie e quindi scarse di altri mezzi di comunicazione. Guardando alla nostra regione, la Lombardia si piazza nella parte bassa della classifica, in quartultima posizione con un tasso appena inferiore allo 0.60.

A livello generale, va notato come le rimanenti dieci regioni non indicate sul grafico (quindi tra la sesta e la quindicesima posizione) si collochino tutte tra Piemonte e Sardegna, in un divario di soli 0.04 punti.

Non essendoci evidenti legami tra la posizione della regione e il numero di auto per abitante abbiamo provato a ricerare delle correlazioni altrove: in primo luogo abbiamo confrontato il nostro indice (regionale) e il PIL pro capite (regionale). Ne è risultato un coefficiente di correlazione pari a 0.38, che indica una debole relazione positiva (cioè che a PIL più alto corrisponde un numero di auto per persona più alto). Allo stesso modo, abbiamo ricercato una correlazione con la densità di popolazione, senza ottenere ancora nulla di significativo: l’indice è questa volta di -0.30, che indica una relazione negativa (al crescere della densità di popolazione decresce il numero di auto per persona).

L’assenza di riscontri credo sia di per sé significativa e lascia aperto a degli interrogativi: il numero di auto per abitante non sembra dipendere né dalla territorialità, né dalla disponibilità economica e nemmeno dalla densità abitativa. Potrebbe forse un indicatore in grado di quantificare la presenza di trasporto pubblico dare una risposta migliore? Oppure lo stato delle strade? Questi sono solo spunti, ma sarebbe interessante ricercare altri fattori.

E la Brianza?

Guardando alla situazione interna alla Lombardia, i dati relativi alle province sono compresi tra 0.55 e 0.65. Al primo posto troviamo le province di Varese e Como, entrambe vicine a 0.65, mentre è Mantova a chiudere il podio. Seguono Lecco e Pavia. Scendendo troviamo Monza e Brianza che si pazza al settimo posto, appena sopra lo 0.61. Chiude la classifica della regione Milano, con un indice di 0.56.

Guardando al dato relativo ai comuni che più ci riguardano, Lissone e Albiate hanno un indice relativamente basso, rispettivamente 0.60 e 0.61. Valori leggermente più alti caratterizzano Seregno (0.63), Desio (0.63) e Carate Brianza (6.24). 

Le cifre delle nuove auto in Lombardia e Brianza

Concentriamo ora la nostra attenzione sulle cifre relative alle nuove immatricolazioni in Lombardia e Brianza, a cui abbiamo avuto accesso tramite il database regionale. Ci siamo concentrati sui dati dal 2000 in poi: come è logico pensare l’andamento che si vede nel grafico qui sotto è molto simile a quello visto più su dell’indice auto per persona.

Nota: Lombardia su asse sinistro, Monza e Brianza su asse destro

Ancora più lampante è l’omogeneità tra il trend regionale e quello di Monza e Brianza. Dopo una forte crescita dal 2000 pari al +92% in Lombardia e +99% in Brianza, il picco di immatricolazioni è stato toccato nel 2007, rispettivamente con 512072 e 46261 nuovi veicoli (nota: tutti i veicoli, non solo auto). Il calo è stato poi quasi costante fino al 2013 (-39% e -41%) fino al 2013, anno in cui il numero è tornato a crescere.

Guardiamo ai carburanti

Abbiamo poi guardato al tipo di alimentazione dei veicoli lombardi. Risulta chiaro come benzina e gasolio, quindi motore diesel, siano ancora i grandi favoriti. In particolare il secondo combustibile sembra aver guadagnato negli ultimi anni rispetto alla verde, tendenza che, secondo il parere di chi scrive, potrebbe già essere invertita nel 2017 e 2018.

Rispetto a tutti gli altri tipi di alimentazione, gli ibridi (che noi abbiamo chiamato nuovi ibridi racchiudendo ogni sorta di accoppiata con elettrico, metano o gpl) sembrano essere l’unica alternativa che ha raggiunto una quota significativa nello scorso periodo. Tuttavia, in questo ambito si stanno avendo dei cambiamenti molto significativi, per cui i dati del 2016 possono risultare poco rappresentativi rispetto al presente: non avendo accesso a record completi più recenti, diamo uno sguardo più specifico alle sole variazioni da 2016 a 2017.

Il grafico qui sopra riporta la variazione delle immatricolazioni nei due anni: un dato positivo significa che il numero è aumentato, mentre uno negativo indica un calo. Le tipologie che se la cavano meglio sono l’ibrido benzina-elettrico, che ha aumentato i suoi numeri di oltre la metà, e l’ibrido benzina-gpl. Lo stesso non si può dire rispetto al benzina-metano e gasolio-elettrico, dove il secondo in particolare subisce un crollo drastico. L’elettrico puro in Lombardia guadagna meno che nel resto d’Italia, nonostante una crescita piuttosto pronunciata.

Le province più verdi

In questa ultima analisi ci siamo presi un po’ di libertà: abbiamo generosamente racchiuso sotto il nome di “ecologici” tutti i nuovi ibridi, l’elettrico, metano e GPL. Il senso è che, bene o male, sono tutte tipologie di alimentazione meno inquinanti del tradizionale benzina o gasolio. Ottenuto questo numero, l’abbiamo diviso per il numero di immatricolazioni totali, ottenendo questa percentuale. 

Facendo un’analisi di tutte le province lombarde, abbiamo selezionato le cinque con la media più alta nel periodo osservato e abbiamo riportato l’andamento dell’indice negli anni. Monza e Brianza è presente e possiamo dire essere la terza, circa, in questa non classifica. Curioso risulta essere il trend complessivo, con un picco nel 2009, una decrescita verticale fino al 2011 e una nuova parabola verso il 2016. Sarà sicuramente interessante aggiornare con i dati dei prossimi anni.

Il futuro

In generale, benzina e gasolio sono ancora tra l’80% e il 90% dei veicoli totali. Negli ultimi due anni, tuttavia, moltissime case produttrici hanno lanciato veicoli ibridi, elettrici o a GPL, facendoci ben sperare verso un graduale passaggio a questo tipo di veicoli che sarebbe prezioso per l’ambiente. 


Photo by Omer Rana on Unsplash
Fonti: Skytg24, Database Regione LombardiaComuni-Italiani.it

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