Anno nuovo, aria vecchia?

Più di un anno fa abbiamo già parlato del tema dello stato di salute dell’aria delle nostre città, trovate l’articolo qui. Se l’altra volta avevamo avuto un approccio più introduttivo e nozionistico, oggi andremo a vedrere qualche dato in più spostandoci dalla Brianza verso Milano, passando per Monza.

L’indicatore: il PM10

Tutti le cifre che andremo ad analizzare saranno livelli di PM10, che siano giornalieri, mensili o annui. Cos’è questo indicatore? La risposta è cifrata nel nome: “PM” sta infatti per materia particolata (Particolar Matter) ossia quell’insieme di minuscole particelle, solide e liquide, disperse nell’aria. Il “10” invece indica la misura massima del loro diametro aerodinamico, banalmente la loro dimensione, espresso in millesimi di millimetro. Sono quindi le cosiddette “polveri sottili” che spesso si sentono nominare in vari ambiti.

Le principali fonti di polveri sottili, che si liberano nell’aria attraverso i gas di scarico, sono le combustioni che avvengono nel motore dei veicoli, negli impianti di riscaldamento e in quelli industriali. Il PM10 risulta essere un parametro particolarmente rilevante perché, oltre che ad essere proprio della realtà urbana, è causa di infiammazioni alle vie respiratorie e della gola di vario livello, oltre che fattore di rischio per l’insorgenza di tumori se l’esposizione è prolungata.

Come sta Seregno

Spostandoci sui dati, il nostro primo focus è stato l’andamento del livello di PM10 negli ultimi quattro anni (periodo Gennaio 2015-Dicembre 2018) nella città di Seregno. Ciò che abbiamo trovato è stato incoraggiante: come infatti si vede dal grafico qui sotto, non c’è una tendenza di crescita, ma piuttosto un pattern decrescente o, per lo meno, stabile.

Guardando più attentamente, notiamo come nei mesi caratterizzati da livelli complessivi più alti, la decrescita tra il 2015 e il 2018 sia significativa. Il dato in sé è da prendere con le pinze in quanto è fortemente soggetto a fattori esterni quale le precipitazioni o il clima più in generale. Tuttavia, confrontando lo storico delle precipitazioni di Dicembre 2015 e Dicembre 2018, ambito in cui si è registrato il calo più alto di oltre 60 punti, non ci sono differenze così marcate, in quanto i periodi sono stati poco piovosi in entrami i casi, segnale che ci fa ben sperare.

Un’idea forse ancora più diretta ci è data dal dato del livello medio annuo: nonostante considerando una media dobbiamo sempre ricordare che è un’indicatore che può nascondere un’alternanza di grandi alti e bassi, il trend che ne risulta è decrescente e quindi positivo.

Un confronto con chi ci sta intorno

Il passo successivo è stato fare un raffronto con le città limitrofe. Per quanto riguarda le nostre immediate vicinanze (parliamo quindi di Desio, Carate e Lissone) il confronto si è rivelato piuttosto futile in quanto i dati registrati sono praticamente identici. La nostra attenzione si è allora spostata sulle città di Monza e di Milano, per vedere se in aree urbane maggiori ci fosse un qualche tipo di cambiamento. Confrontando i livelli del 2018 abbiamo ottenuto il grafico che segue.

Confrontando le collonnine relative alle tre città, vediamo come i livelli per Seregno siano stabilmente inferiori a quelli delle altre due, con Monza che tende addirittura a primeggiare rispetto a Milano. Ce lo aspettavamo in quanto ad un’urbanizzazione superiore tende ad associarsi un inquinamento più alto: sorprende forse il dato di Monza così vicino, se non superiore, a quello del capoluogo. Sicuramente per il valore di Milano pesa maggiormente il fatto di essere un dato medio, che potrebbe nascondere delle disomogeneità interne: tuttavia va notato come Monza sia un comune densamente abitato privo di un sistema di trasporto pubblico capillare interno, forse ancora per poco, cosa che invece Milano sta sviluppando con continuità, insieme ad un piano a favore del verde cittadino e al taglio delle emissioni.

I trend annui

Per concludere, diamo un’occhiata al grafico in cui abbiamo raccolto l’andamento annuo delle tre città considerate.

E’ interessante notare come Seregno sia il luogo dove il valore di PM10 è calato maggiormente, mentre Monza ha fatto registrare il calo minore. Va notato come le tre linee seguano lo stesso andamento, con una generale decrescita interrotta da una risalita tra 2016 e 2017: questo è dovuto al clima dell’anno, che ha influenzato i dati in maniera analoga.

Ma quindi, che aria tira?

Come detto, i dati sembrano confortanti e sarebbe interessante approfondire l’analisi in futuro con un intervallo temporale più ampio e un incrocio con i dati climatici. Tuttavia, se c’è un segnale confortante, non può essere preso che come ulteriore sprono a fare di più in questo campo, migliorando ulteriormente i risultati ottenuti.


Fonte immagine in evidenza: Photo by veeterzy on Unsplash
Fonte dati: arpa.it

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