La chiusura del ponte San Michele: disagi ancora per molto tempo

Il San Michele è un ponte che attraversando il fiume Adda collega Paderno a Calusco e permette sia il traffico automobilistico che ferroviario tra le province di Monza e della Brianza (ma anche di Lecco) e di Bergamo. Dal 15 di Settembre, data di chiusura del ponte, che necessita importanti lavori di ristrutturazione, sta causando diversi disagi.

Troppe le vibrazioni

Nella giornata tipo, circa 30mila macchine e 24mila pendolari attraversano il ponte nelle due direzioni (il traffico è a senso alternato, sia per le auto sia per i treni): sono quindi notevoli le vibrazioni che la struttura, più di 250 metri di lunghezza e 85 di altezza, deve sostenere. Questo in particolare se si tiene conto dell’età e del fatto che le 2.500 tonnellate di ferro che lo compongono solo tenute insieme da 100mila chiodi; non vi è infatti alcuna saldatura.

Il ponte è vecchio di quasi 130 anni anche se in realtà una ristrutturazione dell’intera travatura risale “soltanto” alla metà del secolo scorso, nel secondo dopoguerra: per questo motivo è sotto osservazione speciale già da tempo e RFI (Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria dell’opera) ha proceduto con l’installazione di nuovi sensori di monitoraggio sul ponte nella prima metà di Settembre.

Già soltanto poche ore dopo l’installazione, questi sensori avrebbero rilevato valori, per quanto riguarda le vibrazioni della struttura, molto al di sopra dei limiti di sicurezza, ragion per cui il ponte è stato chiuso al traffico nel giro di una giornata, dalla mezzanotte del 14 Settembre, grazie alla tempestività dei tecnici di RFI.

Un futuro in bilico

La chiusura del ponte, in realtà, non è stata una sorpresa per nessuno se non per chi lo attraversava ogni giorno. Già negli anni novanta era stata avanzata la proposta di chiuderlo, poichè vecchio e inadatto al traffico che lo attraversava (il passaggio ferroviario era limitato a 15km/h e non potevano accedervi i veicoli oltre le 35 tonnellate), e sostituirlo con una nuova costruzione.

Vista l’impossibilità apparente di avere una nuova struttura, RFI nel 2015 aveva messo in conto un’importante procedura di ristrutturazione per cui aveva stanziato un fondo di 20 milioni, a cui la Regione contribuì l’anno successivo con 1,6 milioni; riserve che esistono tutt’oggi e con le quali si intende operare ora il che il ponte ne ha manifestato un nuovo ed evidente bisogno.

Tuttavia la situazione non è affatto confortante: i lavori di restauro richiederebbero 2 anni, a fronte dei 18 mesi in cui il ponte è stato costruito. Nulla ancora si è mosso, in particolare sul versante burocratico: mancano progetti, disegni esecutivi ed anche una gara d’appalto.

Sono ingenti i disagi che la chiusura del ponte sta causando: il San Michele sosteneva un traffico di quasi 50mila persone al giorno tra Milano (e tutta la Brianza) e Bergamo, flusso che ora viene deviato verso i ponti di Brivio a nord e Trezzo a sud per gli automobilisti. Per gli utenti del servizio ferroviario regionale si tenta di porre riparo con dei bus navetta dalla stazione di Paderno d’Adda a quella di Calusco d’Adda, che prima il ponte collegava.

foto credits: Gabriele Barni, Flickr

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