CCSeregno: guida al consiglio comunale seregnese – 1

#1 – 2 Maggio 2017 Per voi,che vi siete sempre chiesti cosa succeda e di cosa si discuta ad un Consiglio Comunale: ecco la rubrica che fa per voi. Per gli altri: lasciatevi cullare dalla curiosità. 

L’orario di convocazione è alle 21. Sintonizzato sul quarto d’ora accademico di tolleranza entro in ritardo. Con sorpresa mi accorgo che la seduta è ben lungi dall’essere cominciata, qualcuno del pubblico rimpiange di non essere rimasto a casa a guardare la Champions. La partenza non è delle più rosee. Minuto dopo minuto iniziano ad arrivare anche i consiglieri. Più di un banco, specie fra le fila della Lega, rimane vuoto. Si mormora addirittura che il consiglio rischi di non incominciare nemmeno. I volti mostrano la serenità di chi già si pregusta in pantofole davanti al televisore il secondo tempo di Real Madrid – Atletico.

Eppure inizia l’appello. Le assenze nella maggioranza rischiavano di dare alla minoranza la possibilità di uscire dall’aula impedendo lo svolgimento della seduta. Ma non è questo il giorno. E’ il momento delle comunicazioni. Si parte da Aeb-Gelsia. Giacinto Mariani (vicesindaco, Lega Nord per l’Indipendenza della Padania) prova a fermare sul nascere qualsiasi domanda spinosa (legittima, visto il ripetuto rinvio della fusione con Ascopiave) e relaziona sullo stato attuale della gestione.

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Pullman con pubblicità di Gelsia. Foto di Elliott Brown ottenuta via Flickr |Licenza attribuzione

Con la legge Madia del 2015 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche il comune di Seregno è obbligato a quotare l’azienda o legarla ad un’azienda quotata, a meno di giustificare la proprietà delle quote dell’azienda, provando che rispondano alla necessità strategica di tutelare un interesse pubblico rilevante (e potrebbe essere il nostro caso).

La strada intrapresa dall’amministrazione mira alla fusione con Ascopiave, altra compagnia del settore già quotata presso la borsa Italiana nel segmento STAR (Segmento Titoli con Alti Requisiti ), le trattative vanno avanti da parecchio tempo e dopo due precedenti proroghe viene annunciata la terza: il 30 Settembre. La maggioranza afferma che, a causa della presenza sul mercato azionario di Ascopiave, vige l’impossibilità di comunicare informazioni relative allo svolgimento della trattativa, in quanto tali info sono price-sensitive.

L’opposizione attacca. Tiziano Mariani (consigliere,Noi Per Seregno) incalza affermando che il direttore marketing di Gelsia si sia dimesso, avvisando gli organi direttivi che non sia in alcun modo responsabile della sanzione di €500.000 che la società ha ricevuto per concorrenza sleale. Pietro Amati (consigliere,Ripartiamo – per Seregno civica) interviene per chiedere profili professionali più elevati tra gli amministratori. Inoltre, invita Giacinto Mariani a rivolgere le sue critiche non verso la minoranza ma “dall’altra parte dell’aula” sottolineando così l’ammutinamento interno che sta affrontando la maggioranza. Giuseppe Azzarello (vicepresidente del consiglio comunale, Forza Italia) difende la buona gestione della partecipata invitando a consultare i bilanci degli anni passati.

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La stazione di Seregno. Foto di Paul Barker Hemings ottenuta via Flickr |Licenza attribuzione

Si parla poi di sicurezza. La consigliera Laura Capelli (Partito Democratico) porta all’attenzione il problema della sicurezza in stazione, affermando che lasciarla in gestione a presunti volontari significherebbe legittimare le ronde di Forza Nuova. Pronta la replica di Azzarello, che rassicura in quanto tutte queste tematiche siano già al vaglio dell’amministrazione e che ci sia un’impossibilità di potenziare il pattugliamento (nonostante i 34 vigili urbani), con la promessa di chiedere la presenza fissa di una pattuglia.
Delibere al voto.Durante un intervento di Mario Nava (consigliere, MoVimento 5 Stelle), sulla questione della metrotranvia, si nota un viavai di consiglieri. Amati trova la giustificazione di questa maretta nel tentativo di convincere qualcuno tra i consiglieri di maggioranza assenti a presenziare almeno per la votazione. All’ordine del giorno due delibere: la prima n.159, per consentire l’utilizzo del cimitero di San Carlo anche cittadini di Desio residenti nelle vicinanze, la seconda n.160, riguarda il famoso PAc-1.

Numeri alla mano, la maggioranza non dispone di sufficienti voti per far passare la delibera 160, a causa di un conflitto di interessi: il consigliere Arnoldo Fari (Lega Nord per l’Indipendenza della Padania) è infatti fratello dell’architetto che ha curato il progetto. Amati annuncia quindi l’uscita dall’aula della minoranza.Il sindaco Edoardo Mazza (Forza Italia),al contrario, sostiene che non ci fosse nessun tentativo di approvare in questa seduta la delibera essendo già mezzanotte. La seduta si conclude così in questo piovoso martedì che pare quasi autunno. Certo, il mistero del PAc-1 iscritto come ordine del giorno rimane.

 

 

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