Violenza sulle donne: una piaga da debellare

In Lombardia quasi una donna su tre ha subito una violenza sessuale o fisica da parte di un uomo nella sua vita. Nell’articolo di oggi proviamo a comprendere l’entità di questo fenomeno, ancora troppo diffuso nella nostra regione.

I tipi di violenze sulle donne

In questo articolo ci limiteremo ad analizzare violenze fisiche e sessuali contro le donne nella nostra Regione. Rimandiamo l’analisi di fenomeni quali la violenza economica, psicologica e lo stalking ad un futuro articolo.

Con violenza sessuale ci si riferisce all’atto commesso da colui che, con la forza o con la minaccia o l’abuso di autorità, costringa un’altra persona a commettere o subire atti sessuali ed include perciò lo stupro e le molestie. La violenza fisica include la minaccia di essere attaccati o l’essere fisicamente aggrediti (anche con armi). Reati quali percosse, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia, omicidi colposi e volontari rientrano in quest’ultima categoria.

I crimini in leggero calo

Nel 2006 il 34.8% delle donne tra i 16 e i 70 anni in Lombardia riportava di aver subito almeno una volta nella propria vita una violenza fisica o sessuale da parte di un uomo. Dalle rilevazioni Istat più recenti (2014), le violenze sembrano diminuire, con il dato che scende al 31.4%.

Dal grafico sopra riportato si può notare che, nonostante le violenze fisiche siano rimaste pressoché costanti, registrando solo una leggera flessione, le violenze sessuali sono in netto calo (da 25.6% a 20.9% in otto anni).

Un dato che sembra tristemente essere in controtendenza riguarda i crimini sessuali più efferati: la percentuale di donne in Lombardia che riportano di essere state vittime di stupro o tentato stupro è salita dal 4.7% al 5.7% sullo stesso periodo, più di una donna su venti. E’ difficile capire se e quanto ha inciso su questo dato un maggior numero di denunce rispetto al totale dei crimini commessi. Parte dell’incremento nel numero di stupri/tentati stupri dichiarati ogni 100 donne può infatti essere imputato a una maggiore disposizione da parte delle vittime a denunciare le violenze subite.
Inoltre, le forme più gravi di violenza sessuale sono spesso esercitate dalle persone più vicine. A livello nazionale, gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici.

Le violenze di partner ed ex

Nel 2014 la percentuale di donne in Lombardia tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza dal proprio partner o dall’ex-partner si è attestata al 13%, in diminuzione rispetto al 15% del 2006.

Per quanto riguarda queste violenze, gli indicatori sembrano andare nella stessa direzione di quelli riportati nei paragrafi precedenti. Le percentuali di donne che hanno subito violenze sessuali e di donne che hanno subito violenze fisiche hanno mostrato un calo, la prima passando da 6.6% a 5.7% e la seconda da 12.4% a 10.6%. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (il 68,6% del totale).

I fattori che portano alle violenze sono molteplici, anche se primo tra questi è quello culturale. Infatti, per quanto riguarda le violenze commesse da partner,  nel 28,1% dei casi la donna ha dichiarato che la lite è stata originata da futili motivi o addirittura da nulla di particolare. Altri due fattori scatenanti sono invece la gelosia del partner (27,9%) e la separazione (10,5%).

Le vittime

Le donne separate o divorziate hanno subito violenze fisiche o sessuali in maggiore misura rispetto alla media italiana (51,4% contro il 31,5%). Tassi più alti si riscontrano tra le donne giovani con età compresa tra i 25 e i 44 anni, tra le più istruite, tra quelle che lavorano in posizioni professionali più elevate o che sono in cerca di occupazione. E’ fondamentale considerare che alcune di queste differenze possono essere dovute a una maggiore disponibilità a parlare delle violenze subite.

Guardando ai tassi di violenza fisica o sessuale, sono le donne più giovani (fino a 34 anni), con tassi doppi rispetto alla media nazionale, le nubili, le separate o divorziate e le studentesse ad essere più a rischio.


Fonti: Istat.it
Photo by Giuliana Lucca

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