Quanta Europa c’è in Brianza?

L’Unione Europea è quotidianamente al centro del dibattito pubblico nazionale e comunitario. Ma a livello locale, contribuisce allo sviluppo del territorio?

Ci capita spesso di pensare all’Unione Europea come ad un’istituzione lontana, burocratica, impegnata solo a tenere in riga i conti di qualche governo esuberante. Forse perché è più facile vedere dove “non c’è” o dove pecca, un problema si presenta in modo più evidente, mentre è più difficile notare esempi positivi o situazioni che già funzionano.

Forse perché vivendo certe innovazioni quotidianamente le diamo quasi per scontate, soprattutto noi più giovani.
Se guardiamo al quadro generale, possiamo citare il classico (e lo chiamo così perché lo do per scontato) libero scambio di merci e persone, la liberalizzazione del trasporto aereo che ha permesso la nascita di compagnie lowcost dando la possibilità a tutti di viaggiare, soprattutto noi più giovani, fino ad arrivare alla recente eliminazione del roaming e del geoblocking su abbonamenti e acquisti online.

L’Europa in Lombardia

Ci collochiamo all’interno della regione italiana che più sfrutta i finanziamenti UE. Infatti Regione Lombardia e Unione Europea collaborano e cofinanziano diversi progetti, come ad esempio lo sviluppo della rete a Banda Ultra Larga sul nostro territorio e, tramite il Fondo Sociale Europeo, la Dote Unica Lavoro per il sostegno, reinserimento lavorativo e la riqualificazione professionale.

Inoltre l’Unione Europea cofinanzia il Programma di Sviluppo Rurale della Lombardia, dedicato allo sviluppo economico e alla sostenibilità ambientale. Con rete di aree protette Natura 2000, la rete più estesa al mondo, la Lombardia protegge siti che coprono il 15% del territorio regionale.

L’Europa in Brianza

Zoommando sul nostro territorio troviamo tracce di Europa anche nel nostro “piccolo” brianzolo, ci sono diversi progetti locali finanziati o cofinanziati da fondi dell’UE.

Uno di questi è Life Monza, progetto comunale che mira a studiare e testare nuove metodologie per eliminare l’inquinamento acustico delle nostre città e creare zone a basse emissioni per migliorare lo stile di vita dei cittadini. È un progetto partito nel 2016 e che dovrebbe concludersi il prossimo giugno, i risultati saranno poi replicati e implementati su scala europea.

Sempre in tema di inquinamento si è sviluppato il progetto Biomass Use in Brianza. È noto che il nostro territorio è un’area tipicamente industriale, con il 12.5% degli addetti del sistema manifatturiero che lavorano nella prima e seconda lavorazione del legno. Non per niente, infatti, Lissone è considerata la capitale del mobile.
Questo settore produce una elevata quantità di biomasse vergini e di scarto, l’obiettivo del progetto era sfruttare al meglio queste risorse per sviluppare soluzioni di teleriscaldamento e cogenerazione di energia elettrica, riducendo così anche le emissioni di CO2 nello smaltimento delle masse biologiche.

Il motore della Brianza produttiva sono le piccole e medie imprese, che approfittano del mercato interno europeo e della politica commerciale comunitaria. Poco più di metà dell’export brianzolo è diretto infatti al mercato interno europeo.
La nostra provincia nel periodo 2014-2016 si classificata seconda a livello regionale (dietro solo a Milano) e settima a livello nazionale per numero di imprese finanziate dallo SME Intrument, lo schema di finanziamento del programma Horizon 2020 dell’Unione Europea dedicato a progetti di ricerca e innovazione per le PMI.

Monza e Brianza è la terza provincia lombarda per tasso migratorio e il Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi cofinanzia il progetto Correlare, per rafforzare la governance degli enti locali creando sinergie tra servizi pubblici e corsi di formazione e aggiornamento.

Osservando i progetti raccontati fin qui, vediamo come gli interventi locali dell’Unione Europea siano sempre affiancati e in collaborazione con altri enti che molto spesso vengono percepiti come gli unici promotori, mentre il contributo e le opportunità messe a disposizione dell’UE passano in secondo piano.

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