Leggere, si usa ancora?

Italiani un popolo di lettori? Nonostante i libri siano il terzo oggetto più scambiato negli acquisti on-line in Italia, il rapporto Istat per il 2016 ci dice un’altra cosa: solo il 40% degli italiani legge (e sono in calo)

I dati Istat

Partiamo, come nostro solito, dai dati: il 57% degli italiani, ovvero circa 40 milioni, dichiara di non aver letto nemmeno un libro nell’anno 2016 (contro il 55% del 2015). In questo caso purtroppo Istat ci fornisce i dati soltanto a livello regionale, impedendoci di mantenere il focus soltanto sulla Lombardia e le province lombarde. Com’è quindi distribuito questo dato a livello regionale? Lo vediamo qui sotto.

Non c’è coerenza a livello nazionale: per capire dove veramente la lettura è un’abitudine destinata a durare dobbiamo guardare ai lettori “forti”, quelli che leggono almeno un libro al mese mediamente, che sono decisamente arroccati a nord della penisola. Nel dettaglio, la Lombardia si colloca terza in classifica con una media del 17% di lettori forti, in cima la Valle D’Aosta (quasi il 22%) e in fondo la Campania (il 5,3%). E’ comunque interessante, anche se di difficile interpretazione, il dato dei lettori “deboli”, concentrati al Sud, che hanno certamente più propensione alla lettura di quelli occasionali (ovvero è più difficile che diminuiscano nel tempo). Un’altra informazione che estrapoliamo dal rapporto riguarda sesso e fascia d’età, segue grafico.

Complessivamente le donne leggono più degli uomini, 47% contro 33,5% (che hanno letto almeno un libro nel 2016), anche se come lettrici vediamo che tendono ad essere più “occasionali” degli uomini e recuperano soltanto di poco come lettrici “forti”, specialmente tra i 24 e i 64 anni. Com’era forse prevedibile, i lettori “occasionali” registrano il dato più alto tra i 6 e i 24 anni, di contro i lettori “forti” si concentrano nella fascia oltre i 65 anni, stessa fascia in cui si concentrano anche i lettori di quotidiani (5 o più volte a settimana).

L’influenza di reddito e scolarizzazione

Pensando alla cultura in generale ed ai fattori che possono influenzarla, non rischiamo di cadere nel preconcetto se facciamo riferimento a reddito familiare e livello d’istruzione. Influiranno, e quanto, anche sulla lettura e i lettori? Cerchiamo di capirlo. Prendiamo in considerazione il grado d’istruzione.

Se ipotizzavamo che una popolazione più istruita potesse più facilmente tendere a restituire un maggior numero di lettori, certo non sbagliavamo ma il passaggio, stando ai dati, non è così semplice e diretto. Troviamo sì diverse correlazioni, i lettori forti ad esempio si concentrano nel centro-nord dove sono più frequenti i laureati, ma raramente sono correlazioni forti e chiare: difficile stabilire con un basso margine d’errore quanto la scolarizzazione influisca effettivamente sulla lettura. Al contrario, salta subito all’occhio quale sia l’influenza del reddito, il cui grafico vediamo qui sotto.

Facevamo riferimento prima al fatto che i libri siano il terzo oggetto più scambiato on-line, ebbene: hanno un costo. Si capisce come un reddito più alto (anche se parliamo di medie) apra più possibilità alla fruizione di cultura in generale e nel nostro caso di libri. I redditi alti si concentrano al centro-nord proprio come i lettori forti, che peraltro sono in aumento nel tempo. Dove i redditi sono bassi non si legge? Non necessariamente: diventa fondamentale in questi casi l’apporto che una biblioteca comunale può dare.

L’utilizzo di internet e gli altri media

E’ vero che spendiamo troppo tempo su internet e potremmo invece impiegarlo per leggere? Beh, no.

Difficile spiegarlo ma proprio dove si usa di più internet, si concentrano i lettori forti (ndr, non stiamo discriminando gli altri lettori, semplicemente il dato dei lettori forti è più significativo). Che siano i miracoli dell’e-commerce? Più se ne scambiamo, più se ne leggono; forse. In Lombardia in particolare, il 58% degli utenti di internet dichiarano di utilizzarlo anche per leggere (giornali e riviste specialmente); altre attività popolari nella regione sono la messaggistica email (76,3%), la ricerca di informazioni (62%) e la partecipazione ai social network (56,1%). Ci avviamo alla chiusura con un ultimo dato: la televisione, il media tradizionale per eccellenza.

Contrariamente all’utilizzo di internet, dai dati sul tempo speso davanti alla TV possiamo dire che sia effettivamente sottratto alla lettura: considerando non tanto la frequenza con cui viene guardata ma gli utilizzatori veri e propri (sulla cartina di sinistra), sono le regioni del sud quelle dove gli utilizzatori si concentrano, stesse regioni che nella classifica dei lettori forti, ma anche occasionali, occupano gli ultimi posti.

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