Cosa sta succedendo ad AEB Gelsia? (parte 2)

AEB Gelsia è il gruppo di società partecipate che gestisce la vendita e la distribuzione di energia oltre che servizi ambientali come la raccolta rifiuti in trenta comuni della Brianza. Ultimamente si ha avuto notizia della presenza di suoi sette membri, tra componenti del cda e presidenti, nel registro degli indagati per un’inchiesta della Procura di Monza. Ma i veri guai della società potrebbero non essere quelli giudiziari.

Dopo aver cercato di spiegare brevemente come funziona AEB Gelsia e come è composta, nello scorso articolo (qui, per chi se lo fosse perso) avevamo introdotto uno dei problemi che andrebbero risolti con urgenza al più presto: quello di una auspicabile fusione. In questo pezzo tratteremo altre due problematiche che devono essere affrontate in modo serio prima che diventino un grave problema per la società:

Investire: si può fare meglio

Non è che in questi anni di investimenti non ce ne siano stati, ma il Comune di Seregno, che ad oggi, ricordiamolo, detiene il 71% delle quote di mercato, potrebbe senza dubbio implementarli e concentrarli in settori strategici. Sempre secondo i membri anonimi del cda AEB, uno di questi settori potrebbe essere quello ambientale.

Gelsia Ambiente srl è la società del gruppo AEB Gelsia a cui è riservata la raccolta rifiuti su un territorio molto ampio che comprende 300.000 cittadini (maggiori info nella parte 1). Abbiamo parlato di “raccolta”: infatti, lo smaltimento e il riciclaggio viene assegnato ad aziende terze, le quali appunto ricevono ingenti guadagni da queste operazioni. Si potrebbe quindi cercare di destinare maggiori fondi in vista della costruzione o dell’acquisto di impianti adatti allo smaltimento.

Certo, ci sono delle evidenti obiezioni a questo progetto di cui tenere conto: in primis il fatto che il nostro territorio, essendo altamente urbanizzato, non è molto adatto ad ospitare altri centri: sarebbe un problema per troppi cittadini. La soluzione quindi rimane l’investimento in strutture e aziende che già ci sono: comporterebbe delle spese, ma potrebbe ridurre costi ed essere fonte di ricavi e realizzazione di impianti innovati, per evitare che il problema diventi ingestibile tra qualche anno. Soprattutto se pensiamo che, come vedremo al paragrafo successivo, non è l’unico servizio poco efficiente (cioè che procura un utile molto ridotto) che AEB Gelsia si sta sobbarcando.

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Torneo di basket su sedia a rotelle al Palasport Enrico Somaschini

Centro sportivo: è tempo di passare la palla

E la palla (che è più una patata bollente) va ripassata al più presto al Comune, una volta indette nuove elezioni e dopo il ritorno alla normalità. Il centro Sportivo di Seregno, infatti, è gestito ormai da tre anni senza contratto. Già nel 2014 andava indetta una gara d’appalto per la gestione di questo ampio servizio, che include le piscine e le società sportive come quella del Rugby, ma tutto è rimasto fermo. Il Comune, non potendo per legge chiudere un servizio pubblico, ha affidato il tutto ad AEB Gelsia per un intervallo di tempo che doveva essere provvisorio; dopo quattro anni, però, la gara non è ancora stata organizzata e nulla è cambiato.

Cosa ha comportato tutto ciò? Innanzitutto un servizio peggiore per i cittadini: la partecipata infatti si occupa di energia e, anche comprensibilmente, non ha mai avuto interesse a far funzionare un sistema così diverso come quello degli impianti sportivi. Per rendere le piscine più competitive, ad esempio, sarebbe necessario destinare investimenti nella ristrutturazione degli spogliatoi, ma la società non ha né le risorse né l’interesse a farlo. Questo ha portato a un’offerta più scadente rispetto ad altri comuni, e ciò di conseguenza si è tradotto in una perdita di clienti e guadagni. Consultando il bilancio 2016 (pag. 31) ci si rende conto di come già allora i proventi dalle piscine, dei campi di tennis e di Rugby fossero in negativo.

Dell’altro grave rischio avevamo parlato noi de il Barbarossa qualche mese fa (ritrovate l’articolo qui): ovvero che, approfittando di una situazione di stallo così prolungata, gli interessi di gruppi legati alla criminalità organizzata abbiano più possibilità di cercare sponde per essere favoriti in una futura gara. E come abbiamo visto non si tratta affatto di un rischio poco plausibile.

AEB Gelsia ha l’opportunità di cogliere oggi delle occasioni che difficilmente ricapiteranno, e starebbe ai suoi dirigenti e membri del cda prendere decisioni sagge. Anche per questo le indagini che la riguardano sono un brutto segnale.

Foto in evidenza di Elliott Brown|Ottenuta via Flickr|Licenza Creative Commons

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