Cosa sta succedendo ad AEB Gelsia? (parte 1)

AEB Gelsia è il gruppo di società partecipate che gestisce la vendita e la distribuzione di energia oltre che servizi ambientali come la raccolta rifiuti in trenta comuni della Brianza. Ultimamente si ha avuto notizia della presenza di suoi sette membri, tra componenti del cda e presidenti, nel registro degli indagati per un’inchiesta della Procura di Monza. Ma i veri guai della società potrebbero non essere quelli giudiziari.

Di cosa stiamo parlando:

AEB Gelsia è composta da quattro società: AEB Spa che controlla il gruppo Gelsia ed è gestore del centro sportivo di Seregno e alcune farmacie; il Comune seregnese detiene il 71% della proprietà. La seconda è Gelsia srl, quella che si occupa effettivamente della vendita di metano ed energia e riscaldamento “servendo 154.000 clienti gas, 34.500 clienti energia elettrica e 500 clienti di teleriscaldamento” (dal sito). Gelsia Ambiente srl che si fa carico della raccolta rifiuti e ha un raggio maggiore rispetto alla società dell’energia, poichè dispensa i suoi servizi a 300.000 persone ed è quindi presente in più comuni. Infine Reti Più srl che completa il servizio di Gelsia distribuendo gas ed energia 25 comuni, tra cui Seregno, e 210.000 clienti.

Posto che AEB controlla il 58% di Reti Più e il 77% di Gelsia, e che il Comune di Seregno ha, come già detto, la maggioranza di AEB, è chiaro qual è l’ente conta di più nello scacchiere energetico di questa vasta area della Brianza.

Questioni di politiche aziendali

Perché sottoporvi a questo tour de force attraverso le società energetiche locali? Perché ci servirà per spiegare quali potranno essere in un futuro non troppo lontano i problemi di gestione di questa azienda.

In questo pezzo non ci siamo concentrati sulla questione giudiziaria che ancora non è definita: rischieremmo di confondere le acque. Inoltre, a nostro parere, questo discorso è di maggior interesse pubblico, perché riguarda l’acqua, il riscaldamento e l’energia che entra/entrerà nelle nostre case.

Abbiamo raccolto le preoccupazioni di membri del cda di AEB (che hanno voluto rimanere anonimi) i quali temono che se non ci sarà un’ azione decisa in certe direzioni, la società rischierà serie perdite in un prossimo futuro.

Gelsia 1

Fusione sì, fusione no

La prima di queste direzioni da prendere sarebbe una fusione con altre società energetiche. Nonostante per ora goda di buna salute economica, la fornitrice di energia in questione non si è ancora unita altre partecipate del territorio. Perché sarebbe un passo importante? Perché creerebbe un’entità più forte in grado di resistere alla concorrenza dei grandi competitor come ENI, che già ora stanno vincendo la partita con le fabbriche e officine per i costi inferiori del loro gas. D’altronde si riesce a fare prezzi più bassi con questa materia prima solo se ne viene acquistata una gran quantità.

AEB Gelsia ha provato in questi anni a fondersi con altre partecipate: per esempio, nel 2014 si tentò di creare un unica società con Acsm-Agam sotto il controllo di Monza e Como, ma senza risultato. Naufragato anche il tentativo con Ascopiave, un grosso produttore e rivenditore di energia che opera nel Nord-Est. Le responsabilità alla base di queste operazioni fallite non sono da imputare solo ad AEB: sia per l’uno che per l’altro caso non ci si è messi d’accordo poiché le aziende e i soprattutto i comuni coinvolti non sono stati in grado di rinunciare a una parte del loro potere di controllo.

Il processo che aveva visto AEB Gelsia diventare una multiutility capace di aggregare i comuni vicini (ma sempre preservando la maggioranza per Seregno) non ha avuto seguito dopo il 2007. Il grande ostacolo a questo progetto rimane, secondo chi ci propone questa visione, il grande pacchetto azionario in possesso di comuni come quello di Seregno, che certamente ricava utili dall’energia, ma che ha impedito fino ad ora il realizzarsi di una fusione. E situazioni simili si riscontrano in altre partecipate con le quali è sempre più difficile trattare: ma non sarebbe meglio cedere parte della propria quota per avere una società più competitiva in futuro, invece che restare padroni di un’azienda destinata a perdere quote di mercato?

SEGUI il Barbarossa! La prossima settimana parleremo di altri problemi che dovrà affrontare AEB Gelsia

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