Ieri sera, in occasione di una visita di Matteo Salvini ad Albiate, il vicesindaco di Seregno Giacinto Mariani, storicamente legato al leader del Carroccio, ha annunciato le dimissioni sue e di tutta la Lega, dichiarando di voler prendere le distanze dalle infiltrazioni ‘ndranghetiste.

Quando la nave affonda

Chiariamoci. Giacinto Mariani ha fatto l’unica cosa che aveva senso fare: dimettersi. Sarebbe stato impossibile continuare a governare con il sindaco e un consigliere agli arresti, oltre che un sindaco interdetto. Sicuramente è stata una decisione saggia. Riesce così a dimettersi prima dell’entrata in vigore di un’eventuale interdizione ai pubblici uffici (che è stata richiesta, ma non ancora attuata). Peraltro, la sera del 26 settembre è stato pubblicamente contestato nell’auditorium di piazza Risorgimento. Con la sua credibilità politica ai minimi storici, le dimissioni sono anche una mossa strategica. Non dimettersi sarebbe stato un modo per continuare a sostenere Mazza, e perdere ulteriormente consenso.

Duro a morire

Prendere le distanze da Edoardo Mazza per lui non sarà facile. Mazza era stato l’assessore all’urbanistica di Giacinto Mariani durante il suo secondo mandato (2010-2015). Nel periodo immediatamente successivo al passaggio di consegna c’era stato il suicidio di Calogero Grisafi, dirigente dell’ufficio tecnico prima di Franco Greco (ora interdetto ai pubblici uffici), verso il quale erano state intentate azioni di mobbing per allontanarlo dall’incarico. Dunque il loro rapporto, più che un’alleanza temporanea, è un matrimonio politico consolidato. Nulla toglie che Mariani potrebbe riprovare a presentarsi con la Lega alle prossime elezioni.

Questione di tempo

Se oggi, come annunciato, saranno protocollate le dimissioni dell’intera Lega Nord seregnese, l’unico assessore rimasto, essendo Gianfranco Ciafrone interdetto ai pubblici uffici, sarebbe Ilaria Cerqua, assessore alle politiche sociali e all’istruzione. Non esattamente la situazione ideale per governare. Inoltre, senza la Lega e Fratelli d’Italia (l’esponente FdI Mauro di Mauro ha annunciato anche lui le dimissioni ieri sera), Forza Italia non avrebbe i numeri per avere la maggioranza in consiglio comunale.

Se i consiglieri di minoranza decidessero nel consiglio comunale di domani sera (29 settembre 2017) di sfiduciare Mazza, potrebbero riuscirci. Analogamente, le dimissioni della minoranza sarebbero un’altra opzione per forzare lo scioglimento della giunta, che cadrebbe se dovessero dimettersi la metà più uno dei consiglieri. Probabilmente le dimissioni degli esponenti di Forza Italia arriveranno oggi stesso.

Elezioni anticipate

Nella prossima primavera dunque, si andrà a votare. I cittadini possono solo sperare che non si inneschi una gara a chi è il meno cattivo, ma che si discuta veramente di prospettive per lo sviluppo della città, crescita, futuro. La città ne ha bisogno per ripartire.

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